DEPRESSIONE MAGGIORE:ALCUNI SINTOMI.

La tristezza profonda della depressione si associa spesso al senso di disperazione. Essa non è causata da un evento specifico, ma persiste costantemente durante la giornata e non cambia di fronte a eventi felici e gioiosi. I pensieri sono negativi e catastrofici con altrettanto pensiero negativo su di sé e sulle proprie capacità. In alcuni casi si possono sviluppare idee di inguaribilità, di colpa e rovina, fino ad estreme conseguenze. La ruminazione negativa può diventare incessante, accompagnarsi a problemi di concentrazione, memoria e difficoltà nel prendere delle decisioni. Risulta dunque essenziale il ruolo di una diagnosi attenta e scrupolosa distinguendo il livello di gravità che può essere lieve, moderato o grave.

L’anedonia è la perdita di piacere nello svolgere le attività quotidiane che prima erano piacevoli, fino a giungere alla mancanza  di cura verso sé stessi e il proprio corpo. Insieme alla stanchezza fisica cronica, ci si può quasi percepire disabili per la percezione di non essere capaci di fare le cose cui si era soliti fare. Ciò peggiora la situazione alimentando il circolo vizioso dei pensieri negativi.

Vi sono spesso sintomi somatici come dolori diffusi, sintomi gastrointestinali, alterazioni del ciclo sonno-veglia, talvolta problemi cardiovascolari e possono sopraggiungere importanti alterazioni nell’alimentazione come mangiare troppo (iperfagia) oppure troppo poco (ipofagia). Molto spesso la preoccupazione è verso queste problematiche anziché verso la condizione di depressione.

Le ricerche mostrano che le cause della depressione possono essere ricondotte a due fattori di rischio principali:

-il fattore biologico, dunque una predisposizione genetica;

-il fattore psicologico, cioè le esperienze e i comportamenti appresi nel corso della propria vita.

Le persone che hanno attraversato eventi particolarmente avversi nel corso della propria vita come lutti, traumi, sono esposte ad un rischio maggiore di sviluppare uno stato depressivo.

 Quando la depressione colpisce un genitore può succedere che vi sia un’inversione di ruoli (genitorializzazione del figlio) o che sia spinto verso una crescita precoce (adultizzazione); Nel caso di un partner, in particolare se quest’ultimo rifiuta le cure, la relazione può risentirne molto e incidere anche sul benessere psicologico dell’altro partner.

La disponibilità alla cura della persona che ne soffre migliora radicalmente gli effetti negativi sull’altro evitando quel circolo vizioso costituito da aiuti esterni sostitutivi che alimentano idee negative che riducono la spinta a farsi aiutare. In alcuni casi la volontà di guarigione mostrata è percepita con stima, oltre ad essere associata a maggiori probabilità di uscirne.

Gli stati depressivi sono fra le condizioni più comuni al mondo. Secondo alcuni dati il 20-30% degli adulti va incontro ad almeno un episodio di depressione nel corso della propria vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2030 la depressione sarà la malattia più diffusa. Oltre 300 milioni di persone al mondo soffrono di depressione e il sesso femminile ne è maggiormente colpito. Nei casi più gravi, può portare al suicidio. Ogni anno sono circa 800.000 le persone che si tolgono la vita e il suicidio è la maggiore causa di morte nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni.

Il trattamento della depressione prevede l’integrazione di diversi interventi che mirano ad affrontare la condizione patologica in relazione al livello di gravità. E’ importante non sottovalutare la propria salute psicofisica e dunque rivolgersi subito ad uno specialista laddove si ha la sensazione di non stare bene.