Nonostante ad oggi ci sia spesso un uso improprio e quasi un abuso, direi, di questo termine, sul vocabolario TRECCANI esistono varie accezioni legate al termine ansia: in linea generale si riferisce ad uno  “stato di agitazione, di forte apprensione, dovuto a timore, incertezza, attesa di qualcosa”, psicologia ha invece il significato di  “particolare stato d’incertezza e di timore, che può riguardare specifici oggetti o eventi oppure non averne alcuno di riconoscibile, e che può essere accompagnato nei casi più gravi da disturbi vasomotorî e da penose sensazioni viscerali (costrizione toracica e laringea, ecc.)”.

E’ comunque un’emozione tipicamente umana che compare davanti alla percezione di un pericolo reale e\o immaginato e che comporta uno stato di attivazione dell’organismo mediante un continuo stato di tensione ( dal latino ansia=angere ovvero “stringere”).

Esistono però diverse tipologie di ansia :

>ANSIA DA PRESTAZIONE, legata in particolare all’ambito sportivo e sessuale a cui sottende un meccanismo legato alla paura di avere appunto una performance negativa;

>ANSIA ANTICIPATORIA, legata ad una sensazione di angoscia e disagio riguardo il pensiero di dover affrontare qualcosa in un futuro più o meno lontano. Perlopiù può essere determinata dalla mancanza di fiducia che si ha nei confronti delle proprie capacità e del proprio potenziale, perché nella maggior parte dei casi si ha una bassa autostima e una scarsa autodeterminazione.

>ANSIA SOCIALE legata fondamentalmente al timore del giudizio altrui nelle situazioni sociali i Quest’ansia può però portare a una grande sofferenza e anche a evitare diverse situazioni, se è un’ansia invalidante che peggiora la qualità della vita di chi ne soffre può trattarsi di un vero e proprio disturbo detto fobia sociale in cui bisogna interfacciarsi con altre persone.

L’ansia agisce su tre livelli : cognitivo, comportamentale e fisiologico. La sintomatologia dell’ansia è caratterizzata da una multifattorialità e investe molte aree del funzionamento della persona. Pertanto è utile osservare la frequenza con la quale essa si manifesta e l’intensità rispetto alla situazione reale, osservando se:  diventa eccessiva o sproporzionata; si manifesta in momenti non appropriati; limita le normali attività della vita quotidiana; perdura nel tempo, divenendo così invalidante.

Nel caso di persistenza dei sintomi è opportuno rivolgersi ad uno specialista (psichiatra, psicologo o psicoterapeuta) per avere una diagnosi accurata. In presenza di un disturbo d’ansia, la psicoterapia, prevede un percorso mirato dove con l’aiuto dello psicoterapeuta la persona può aumentare la propria consapevolezza circa i fattori che innescano reazioni di ansia e/o timore eccessivo, fino all’acquisizione di nuove di strategie di fronteggiamento delle situazioni ansiogene. In una fase iniziale è essenziale lavorare sull’abbassamento del controllo, anche e soprattutto attraverso la respirazione diaframmatica.