DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITA’:
La dipendenza sembra dilagare nel mondo di oggi, anche se la dipendenza non è certo un concetto nuovo. La dipendenza è molto più di una tendenza verso un comportamento; la dipendenza è una compulsione incontrollata, schiacciante e malsana a impegnarsi in un certo comportamento o a consumare qualcosa. La dipendenza non dovrebbe essere presa alla leggera, e la difficoltà di astenersi da qualcosa non è sufficiente per qualificare un individuo come avente una dipendenza.
Per comprendere appieno il disturbo dipendente di personalità, è cruciale iniziare con la nozione di dipendenza affettiva, descritta come uno stato patologico in cui l’individuo avverte un profondo bisogno di trovare nell’altro supporto, accudimento e vicinanza emotiva. Questi bisogni conducono spesso a comportamenti di sottomissione e a un costante timore della separazione. La paura dell’abbandono e l’ansia associata a sentirsi soli alimentano un controllo continuo sull’altro, anche in assenza di motivi reali di preoccupazione. Quando questa modalità relazionale di dipendenza diventa rigida e pervasiva, si può diagnosticare il disturbo dipendente di personalità.
La caratteristica essenziale degli individui con Disturbo Dipendente di Personalità, dunque, è un comportamento dipendente e sottomesso finalizzato a ricercare qualcuno che li protegga e che si prenda cura di loro. Esso nasce da una considerazione di sé come fondamentalmente inadeguati e indifesi e pertanto incapaci di affrontare il mondo soltanto con le proprie forze (bassa stima di sé).
Da un punto di vista della storia familiare la persona dipendente ha iniziato un normale ciclo evolutivo: ha avuto cure affettuose e intensa attenzione, ha imparato a contare sugli altri e a sviluppare un senso di fiducia.
Nelle fasi successive dello sviluppo evolutivo, si riscontra di frequente nella storia familiare la tendenza da parte dei genitori a continuare ad offrire aiuto e protezione, indebolendo in tal modo la competenza del bambino di fare le cose da solo e rendersi autonomo.
In questo modo, ciò che prima era protezione diventa controllo o biasimo, a cui il soggetto risponde con un atteggiamento di sottomissione e senso di inadeguatezza, per cui diventa inevitabile dipendere da qualcun altro. Accade Spesso che, a causa di questa mancanza di assertività, l’individuo venga tormentato dai suoi coetanei, preso in giro e infantilizzato o viziato.
Da un punto di vista cognitivo le principali caratteristiche di questo disturbo sono:
-Convinzione su Sé: sono inadeguati, indifesi, incapaci di affrontare il mondo con le loro forze; “Sono troppo inadeguato per affrontare la vita da solo”.
-Convinzione sul mondo: è un luogo freddo, solitario e pericoloso, non si può affrontare da soli; “L’indipendenza significa essere completamente solo”.
-Convinzioni sugli altri: solo gli altri possono aiutarli ad affrontare la vita e a prendere decisioni; “Non posso sopravvivere senza qualcuno che si prenda cura di me”.
-Distorsioni cognitive: Pensiero dicotomico “Tutto giusto o tutto sbagliato”; pensiero catastrofico “Se il mio coniuge mi lascia, cado a pezzi”; pensieri automatici “Non posso, … Non riuscirei mai a farlo, … Sono fin troppo stupido”.
Tutti i disturbi della personalità, compresi il disturbo narcisistico, il disturbo borderline e il disturbo paranoide di personalità, presentano difficoltà nella sfera delle relazioni interpersonali e nell’identità personale. Anche nel disturbo dipendente è essenziale lavorare sul miglioramento del funzionamento interpersonale e sul rafforzamento dell’immagine di sé. Nel disturbo dipendente di personalità i seguenti bisogni non sono stati soddisfatti in modo adeguato: attaccamento sicuro, autonomia, competenza e senso di identità, libertà di esprimere bisogni e emozioni. Nel trattamento del disturbo dipendente di personalità gli obiettivi terapeutici sono due:
-contrastare i comportamenti di sottomissione e dipendenza dagli altri;
-soddisfare i bisogni emotivi di attaccamento autonomia, competenza e libertà di espressione.
La psicoterapia sarà orientata a contrastare la sensazione di incapacità al fine di promuovere l’autonomia individuale. L’utilizzo dell’ipnosi facilita il lavoro creando uno spazio protetto entro cui aumentare la fiducia in se stessi riducendo in questo modo la costante dipendenza dagli altri. Per intervenire sulla paura dell’abbandono che caratterizza il disturbo dipendente di personalità si utilizzerà la relazione terapeutica al fine di costruire un attaccamento sicuro che permetta al paziente di esprimere bisogni ed emozioni. La concettualizzazione dell’origine della paura dell’abbandono attraverso le tecniche della Schema Therapy permetterà poi di dargli significato e poterla affrontare con successo. Attraverso il percepire profondo della fiducia in sé stessi è possibile modificare questi schemi comportamentali. L’utilizzo di tecniche corporee esperenziali aiuta il paziente a sentire da subito la direzione verso cui lo si vuole portare.