Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è una condizione cronica caratterizzata da pensieri, immagini, impulsi, sensazioni che si presentano alla mente in modo intrusivo e involontario (ossessioni), e da conseguenti comportamenti ripetitivi (compulsioni o rituali) messi in atto nel tentativo di neutralizzare il disagio provato. E’ un disturbo psichiatrico piuttosto diffuso, una vera e propria malattia alla quale però può esserci cura e rimedio. Se da un lato non si conoscono le cause esatte, è possibile ipotizzare una combinazione di fattori genetici, biologici e stressogeni, alla base del disturbo. Le ricerche hanno evidenziato, nei pazienti con DOC, una maggiore attivazione di determinate aree del cervello che potrebbe costituire un fattore di rischio per lo sviluppo del disturbo. Fattori ambientali come improvvisi cambiamenti nel corso di vita, problematiche relazionali, abusi, malattie e ulteriori elementi di stress, possono contribuire all’esordio della condizione.

Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce senza distinzioni di età e sesso dal 2% al 3% della popolazione, vale a dire che ogni cento persone che nascono oggi, due o tre svilupperanno nell’arco della propria vita un DOC. Si può supporre che in Italia, in questo momento, soffrano di questa patologia circa 800.000 persone. Può manifestarsi nell’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta, in modo acuto, cioè con sintomi evidenti ed improvvisi, o più frequentemente in modo subdolo e graduale. Sfortunatamente gli studi scientifici non hanno dedicato molta attenzione alla comprensione delle cause del disturbo ossessivo-compulsivo. Si pensa, tuttavia, che alcuni fattori individuali possano concorrere all’aumento dei pensieri intrusivi indesiderati, quindi allo sviluppo di ossessioni e compulsioni. Tra i fattori individuali vi sono lo stress e l’umore disforico (uno stato misto di rabbia e tristezza). La ricerca mette in evidenza, infatti, come le persone presentino più frequentemente dei pensieri intrusivi in situazioni di forte stress ed  abbiano più difficoltà ad ignorare e gestire la presenza di  pensieri indesiderati quando sono tristi. Si ipotizza, inoltre, che ci siano anche delle caratteristiche di personalità che possano predisporre allo sviluppo di pensieri intrusivi indesiderati; tra queste vi sono: l’alta sensibilità alla minaccia o al pericolo, l’alta frequenza di emozioni negative, la coscienziosità, l’elevato senso di responsabilità, la rigidità morale e la timidezza. Chi soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo è spesso così spaventato e stremato dai continui rituali legati alle ossessioni che cerca di evitare tutta una serie di situazioni, poiché teme che possano innescare questo tipo di pensieri. Gli evitamenti, a lungo andare, possono causare una serie di limitazioni sia nella vita sociale che lavorativa. Nei casi più gravi, le persone possono passare talmente tante ore al giorno a fare dei rituali che non riescono più a svolgere alcuna attività lavorativa o la realizzano in modo discontinuo. Altre volte, invece, debbono accontentarsi di mansioni a bassa responsabilità. Questo disturbo, inoltre, si riflette negativamente anche sulla qualità e la durata delle relazioni di amicizia ed affettive: il 50 % dei pazienti, infatti, non riesce a stabilizzare o a mantenere un rapporto con un partner. Tale disturbo ha, infine, una naturale tendenza alla cronicizzazione; ne consegue che se non è trattato in modo adeguato può influire pesantemente su tutto l’arco della vita del soggetto. Questi fenomeni mentali involontari infastidiscono molto le persone che ne soffrono, sia perché sfuggono al loro controllo sia perché provocano delle emozioni negative (es. paura, ansia, disgusto, senso di colpa, ecc.), a tal punto che in molti casi si sentono costrette a mettere in atto una serie di comportamenti ripetitivi o di azioni mentali per ridurre lo stato di disagio che li attanaglia (compulsioni). Le ossessioni sono spesso di natura bizzarra: chi ne soffre è solitamente consapevole della loro infondatezza o esagerazione; tuttavia, in alcuni casi, si può essere così ansiosi da non rendersi neanche conto che si tratta di pensieri che generano preoccupazioni irrazionali o quantomeno eccessive. Il contenuto di questi pensieri, immagini o impulsi può variare; ad esempio, ci sono persone che si preoccupano in modo eccessivo dello sporco e dei germi, altre che sono spaventate dall’idea di perdere il controllo dei propri impulsi aggressivi e fare del male a qualcuno.

Attualmente, in base a degli studi scientifici, gli unici trattamenti che sono risultati efficaci per la cura del disturbo ossessivo-compulsivo sono il trattamento farmacologico e la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ovviamente è necessaria un’accurata diagnosi per individuare poi la terapia piu adatta. Personalmente nel trattamento psicoterapico cerco di integrare alcune strategie cognitivo- comportamentali con tecniche esperenziali del modello funzionale per poter guidare al meglio la persona nel capire e saper poi riconoscere quali sono gli eventi antecedenti che possono far scaturire i pensieri ossessivi, riuscendo ad oggi ad ottenere risultati positivi.